Noterelle di cronaca scolastica - LAUDOMIA BONANNI

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Noterelle di cronaca scolastica

Le opere
 
 


Noterelle di cronaca scolastica
, Vecchioni, L'Aquila, 1932.


 
 
 
 



Il compito del Direttore è oggi assai gradito, che non capita tutti i giorni
di potersi distornare dai soliti schemi nella redazione dei verbali di visita,
per registrare soltanto la letizia che riempie l’animo, al contatto d’una scuola
tutta pervasa da un alone di alta poesia. La signorina Bonanni-Caione non è
già più, nel campo dell’arte, una promessa, ma un’affermazione che,
indubbiamente, si farà sempre più consapevole e luminosa; ma a me preme
rilevare che essa è già un’affermazione anche nella scuola alla quale dona la
freschezza della sua cultura, la genialità della sua mente, l’esuberanza del suo
cuore. […]. Ho letto la cronaca della scuola e ho raccolto le impressioni in
questo quesito trascritto nel Giornale di classe: ha mai pensato, signorina,
all’opportunità di raccogliere in volumetto, fra un anno o due, le sue più acute
osservazioni sulla vita della scuola? […].


Così l’ispettore scolastico Antonio Silveri registrava nel verbale di visita il 21 aprile 1931 nella scuola elementare di Preturo (L’Aquila). La Bonanni raccolse il suggerimento e l’anno seguente per le edizioni Vecchioni dell’Aquila uscì il volumetto Noterelle di cronaca scolastica.
Il libro, introdotto dall’epigrafe: «Chi può dire che il mondo sia vecchio e cattivo, finché vi nascono i bimbi?», nato dall’osservazione diretta della dura realtà di piccoli paesi abruzzesi (Corvara, San Tommaso di Caramanico, Abbateggio, Assergi, Preturo) attraversati dalle prime esperienze professionali della Bonanni, raccoglie un insieme di note, pensieri, immagini, ritratti.


Noterelle è stato riproposto nel 2006, in una nuova edizione curata da Maria Luisa Jori con un’ampia e qualificata nota critica, dalla casa editrice Aragno di Torino.

 
 
 
 

[…]. La natura e le circostanze di lavoro  di Laudomia Bonanni avevano fatto  di questa  maestra  aquilana, fin dalla sua giovane età, una  donna intensamente  concentrata  nel suo impegno di insegnamento e nell’esercizio letterario. Scuola, letture e scrittura furono da lei curati quali strumenti di conoscenza del mondo e privilegiati canali espressivi e costruttivi del sé. Si spiegano così la maturità di giudizio e lo stile, già sorvegliatissimo, di queste Noterelle, che pur consistono in appunti, forse originariamente nemmeno destinati alla pubblicazione.  
Pare infatti che perfino le note del giornale di classe di questa maestra fossero redatte in modo espressivo. Testimoni che avevano  conosciuto Antonio Silveri e frequentato la scrittrice  affermano di aver sentito raccontare da entrambi come in un primo tempo i testi della compilazione burocratica del registro non erano stati approvati dall’ispettore. In stile troppo personale, soggettivo  e cioè  improprio  rispetto alla normativa scolastica, essi avevano procurato alla giovane Laudomia Bonanni una piccola ammonizione da parte del funzionario ministeriale. Ma poi, messo di fronte agli appunti personali, frutto di  riflessioni sulle esperienze scolastiche, l’ispettore, sostituendo allo sguardo del burocrate quello dell’uomo di cultura, era passato all’ammirazione: ai suoi occhi esperti spiccava certamente la qualità stilistica e l’originalità critica di Laudomia Bonanni, in confronto agli standard di scrittura delle insegnanti elementari di allora.

                                                                              Maria Luisa Jori


 
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