Storie tragiche della montagna. - LAUDOMIA BONANNI

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Storie tragiche della montagna.

Le opere
Il Gran Sasso d'Italia, luogo simbolo nell'opera della scrittrice.
(Foto: G. Colacito)
 
 
 
 

Storie tragiche della montagna. Novelle d'Abruzzo


Nel 1927, dietro sollecitazione e finanziamento della madre Amelia Perilli, la Bonanni pubblicò,  per le edizioni Officine Grafiche Vecchioni dell’Aquila, un volumetto di cinque racconti Storie tragiche della montagna. Novelle d’Abruzzo (La sirena, Sul Morrone, La caccia al lupo, Le erbe della Maiella, Lulivo della pace) che passarono quasi inosservate nell’ambiente culturale aquilano, novelle ambientate nell’Abruzzo montano, spesso gli stessi luoghi descritti ne La rappresaglia, scenari naturali che costituiscono anche lo sfondo della narrativa dannunziana. D’Annunzio è ben presente nella giovane scrittrice, con la rappresentazione di un’umanità primitiva e ferina, sempre in bilico tra la vita e la morte in una sorte d’identificazione panica con la natura. Da uno dei racconti, Lulivo della pace, emerge una particolare figura femminile, Donata che domina la scena, suscita amori e passioni e lascia ai maschi ogni debolezza sentimentale.
Gli uomini litigano, si uccidono quasi, ma rimangono sullo sfondo, inerti personaggi della narrazione, testimoni funzionali per le scena: Donata è la protagonista, la donna, personaggio eterno e centro per ogni riferimento dell’avventura umana.


 
 
 
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